Discussione:
* Lucio Battisti: 1 milione di euro l'anno di diritti d'autore
(troppo vecchio per rispondere)
sigaro
2008-09-05 19:50:48 UTC
Permalink
http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/ultimissima.shtml?nRC_05.09.2008_18.50_38251760

Però!!
Alessandro Antonelli
2008-09-05 19:59:47 UTC
Permalink
Post by sigaro
Però!!
Tutti giustamente guadagnati e senza troppa promozione (mi riferisco
fino a quando c'era Battisti, non al periodo delle raccolte di Mogol).
sigaro
2008-09-06 06:15:17 UTC
Permalink
Post by Alessandro Antonelli
Post by sigaro
Però!!
Tutti giustamente guadagnati e senza troppa promozione (mi riferisco
fino a quando c'era Battisti, non al periodo delle raccolte di Mogol).
sono perfetamente d'accordo!
giuseppe medici
2008-09-05 21:08:25 UTC
Permalink
Il 05 Set 2008, 21:50, sigaro <***@tiscali.it> ha scritto:
http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/ultimissima.shtml?nRC_05.09.2008_18.50_38251760
Post by sigaro
Però!!
pensavo di più


ciao

Giuseppe



--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Winding
2008-09-06 10:18:05 UTC
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Niente da dire sulle elemosine che ha preso Mogol ?
Simone Dalle Crode
2008-09-06 11:09:23 UTC
Permalink
"Winding" <xxgatto[AT]libero.it> ha scritto
Post by Winding
Niente da dire sulle elemosine che ha preso Mogol ?
Paolo, cerca di capire la differenza...
Un conto sono i diritti d'autore (che percepiscono gli eredi ma anche
Mogol),
un conto sfruttare l'immagine ricordo dell'ex collega ogni anno.
Cristo di un Dio non c'è ritegno e pausa alcuna :(

A differenza sua io non (s)venderei mai i miei ricordi + belli di un amico
che so pure riservato. Con Lucio vivo certe iniziative non le avrebbe
intraprese manco Giulio. Siamo qui ad elemosinare inediti, ci mancava
solo la vendita a spizzichi dei ricordi, tale e quale il padre di Lucio...

E' un affare sai
basta ricordare
di non amare,
di non amare.
Winding
2008-09-06 15:02:17 UTC
Permalink
"Simone Dalle Crode"
Post by Simone Dalle Crode
"Winding"
Post by Winding
Niente da dire sulle elemosine che ha preso Mogol ?
Paolo, cerca di capire la differenza...
Un conto sono i diritti d'autore (che percepiscono gli eredi ma anche
Mogol),
un conto sfruttare l'immagine ricordo dell'ex collega ogni anno.
Cristo di un Dio non c'è ritegno e pausa alcuna :(
Io sono del parere che Mogol deve vivere e di spendere quello che
vuole visto che i soldi se li e' guadagnati, ma non e' questo il punto,
un conto e' criticare Mogol come autore, ma un conto e' offenderlo
per la vita privata che fa' e non e' certo colpa sua se ha avuto
un passato con il suo amico Lucio.
Non capisco questo livore per un grande che ha contribuito a
far sognare, con Lucio, la maggior parte dei giovani e non
di allora e di adesso.
Se mi permetti ti ricordo che tra le varie offese (parlo di offese e
non di parolacce) qualcuno si auguro' che cadesse in aereo, non
mi sembra il massimo di intelligenza.
Ciax.


Paolo.


?P=s: Vai a Molteno tu ?
Simone Dalle Crode
2008-09-06 15:19:28 UTC
Permalink
"Winding" <xxgatto[AT]libero.it> ha scritto
Post by Winding
Io sono del parere che Mogol deve vivere e di spendere quello che
vuole visto che i soldi se li e' guadagnati, ma non e' questo il punto,
un conto e' criticare Mogol come autore, ma un conto e' offenderlo
per la vita privata che fa' e non e' certo colpa sua se ha avuto
un passato con il suo amico Lucio.
Le accuse alla vita privata quali sarebbero ???
Non penso che alla gente freghi se è un sottaniere (se non per
premiarlo visto che al giorno d'oggi è uno sport di cui non si vergogna
più nessuno, anzi...), hanno eletto perfino un capo del governo in queste
condizioni. Io ho l'hobby dei gnocchi, loro delle "gnocche"...
Post by Winding
Non capisco questo livore per un grande che ha contribuito a
far sognare, con Lucio, la maggior parte dei giovani e non
di allora e di adesso.
Ma che discorsi sono ? Allora uno deve vivere di rendita e
diventa intoccabile ? Di sicuro tra gli estimatori di Battisti non ha
guadagnato simpatia per come ha gestito questi ultimi anni grazie
al suo comportamento venale nei confronti dell'ex amico-collega.
Il mio è un paradosso ma avrei voluto vedere a parti/sorti inverse
se e cosa avrebbe fatto Battisti nel ricordo di Mogol.

Quando Lucio morì rilasciò una breve dichiarazione stampa
che mi commosse, peccato però che poi - coi fatti - abbia
smentito e disatteso quanto di buono - a parole - disse :(
Post by Winding
Se mi permetti ti ricordo che tra le varie offese (parlo di offese e
non di parolacce) qualcuno si auguro' che cadesse in aereo, non
mi sembra il massimo di intelligenza.
Questa mi è sfuggita
Post by Winding
Ps: Vai a Molteno tu ?
No, sono senza schei
Winding
2008-09-06 17:41:02 UTC
Permalink
"Simone Dalle Crode"
Post by Simone Dalle Crode
"Winding"
Post by Winding
Io sono del parere che Mogol deve vivere e di spendere quello che
vuole visto che i soldi se li e' guadagnati, ma non e' questo il punto,
un conto e' criticare Mogol come autore, ma un conto e' offenderlo
per la vita privata che fa' e non e' certo colpa sua se ha avuto
un passato con il suo amico Lucio.
Le accuse alla vita privata quali sarebbero ???
Non penso che alla gente freghi se è un sottaniere (se non per
premiarlo visto che al giorno d'oggi è uno sport di cui non si vergogna
più nessuno, anzi...), hanno eletto perfino un capo del governo in queste
condizioni. Io ho l'hobby dei gnocchi, loro delle "gnocche"...
La sua vita privata consiste nelle sue imprese, aziende (Cet)
nel suo modo di amministrare il denaro etc...
poi per finire al figlio Francesco che fu criticato nopn per le sue canzoni
ma perche' figlio di papa'.
Post by Simone Dalle Crode
Post by Winding
Non capisco questo livore per un grande che ha contribuito a
far sognare, con Lucio, la maggior parte dei giovani e non
di allora e di adesso.
Ma che discorsi sono ? Allora uno deve vivere di rendita e
diventa intoccabile ? Di sicuro tra gli estimatori di Battisti non ha
guadagnato simpatia per come ha gestito questi ultimi anni grazie
al suo comportamento venale nei confronti dell'ex amico-collega.
Il mio è un paradosso ma avrei voluto vedere a parti/sorti inverse
se e cosa avrebbe fatto Battisti nel ricordo di Mogol.
Difficile sapere cosa e' realmente accaduto tra Mogol e Battisti
nel periodo in cui lavoravano assieme, piu' che un rapporto
di lavoro c'e' senza dubbio stato anche una amicizia, e se era
un amico vero, certe cose non le si racconta nemmeno alla moglie.
Mogol comunque, ieri sera, ha dichiarato che tra lui e Lucio
ci fu solo un importante rapporto di lavoro.
Sono convinto (vado sempre per istinto.. 8-) che Mogol
sappia molte cose del suo amico e non voglia metterle alla merce'
degli avvoltoi.
Post by Simone Dalle Crode
Quando Lucio morì rilasciò una breve dichiarazione stampa
che mi commosse, peccato però che poi - coi fatti - abbia
smentito e disatteso quanto di buono - a parole - disse :(
Questa non me la ricordo, certo e' che e' tutto un mistero
sta storia...
Post by Simone Dalle Crode
Post by Winding
Se mi permetti ti ricordo che tra le varie offese (parlo di offese e
non di parolacce) qualcuno si auguro' che cadesse in aereo, non
mi sembra il massimo di intelligenza.
Questa mi è sfuggita
alle 8 e 50 c'e' un aereo che parte... (il resto e' stato modificato...8-( )
Post by Simone Dalle Crode
Post by Winding
Ps: Vai a Molteno tu ?
No, sono senza schei
e questo non e' niente, il peggio deve ancora arrivare.... 8-(
colpa di testa asfaltata... 8-)


Paolo.
Simone Dalle Crode
2008-09-06 18:29:20 UTC
Permalink
"Winding" <xxgatto[AT]libero.it> ha scritto
Post by Winding
La sua vita privata consiste nelle sue imprese, aziende (Cet)
nel suo modo di amministrare il denaro etc...
poi per finire al figlio Francesco che fu criticato nopn per le sue canzoni
ma perche' figlio di papa'.
Da
http://www.booksblog.it/post/3412/mogol-racconta-il-mio-amico-lucio-battisti

" E qual è la vera storia del Cet, la celebre scuola
di musica umbra in cui i due incrociarono i destini ? "

Non aggiungo altro. Ognuno tragga da sè le opportune conclusioni...
Post by Winding
Questa non me la ricordo, certo e' che e' tutto un mistero
sta storia...
''Sono certo - disse - che anche in questo momento Lucio
apprezzerebbe un rispettoso silenzio. Chi lo ha amato si unisca
a me in una preghiera''.
Post by Winding
e questo non e' niente, il peggio deve ancora arrivare.... 8-(
colpa di testa asfaltata... 8-)
Lui è solo la punta
giuseppe medici
2008-09-07 07:01:43 UTC
Permalink
Post by Winding
Niente da dire sulle elemosine che ha preso Mogol ?
Battisti nei suoi confronti è stato un benefattore ma il giulio ancora non
l'ha capito.
Col Cele quanto guadagna? Direi non molto :-))


ciao

Giuseppe



--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Vito Q.
2008-09-06 16:41:15 UTC
Permalink
Post by sigaro
http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/ultimissima.shtml?nRC_05.09.2008_18.50_38251760
L'inizio è gia indiziario!

Simone, non mi dici niente? :-)

Ciao,
Vito
Simone Dalle Crode
2008-09-06 17:09:37 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
L'inizio è gia indiziario!
Simone, non mi dici niente? :-)
Che te devo dì ? Ho provato a tradurlo in lire
ma ho desistito... Piuttosto non sapevo che alla
BMG fosse subentrata la Universal (questa sì
è una notizia) e che la società dei Rapetti si
chiamasse (provocatoriamente ?) L'altra metà
Vito Q.
2008-09-07 00:18:12 UTC
Permalink
Post by Simone Dalle Crode
Post by Vito Q.
L'inizio è gia indiziario!
Simone, non mi dici niente? :-)
Che te devo dì ? Ho provato a tradurlo in lire
ma ho desistito...
Più che tradurlo in lire avresti dovuto vedere le quote societarie. :-)

La famiglia Battisti detiene la maggioranza assoluta delle quote
societarie (56%) della società editoriale (addirittura + 16% rispetto
alle quote societarie dell'80), ha quindi in scacco la stessa casa
discografica e il povero Mogol con appena il 9%. Ma non voleva
ristabilire il Rapetti una equità in fatto di distribuzioni degli utili
con Battisti?
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&ID_articolo=1102&ID_sezione=62&sezione=

Se la matematica non è un'opinione, la famiglia Battisti può fare il
bello e il cattivo tempo del proprio prodotto, a meno che non abbiano
concesso alla casa discografica il diritto esclusivo alla pubblicazione
e distribuzione dei supporti audio/video, cosa che ritengo, a questo
punto, molto improbabile.
Post by Simone Dalle Crode
Piuttosto non sapevo che alla
BMG fosse subentrata la Universal (questa sì
è una notizia) e che la società dei Rapetti si
chiamasse (provocatoriamente ?) L'altra metà
Non avendola raggiunta nei fatti, si è rifugiato nelle parole. :-)

Ciao,
Vito
Simone Dalle Crode
2008-09-07 07:40:08 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Più che tradurlo in lire avresti dovuto vedere le quote societarie. :-)
Ma non dicono nulla se non la ripartizione
economica in base alla percentuale dei diritti
Post by Vito Q.
La famiglia Battisti detiene la maggioranza assoluta delle quote
societarie (56%) della società editoriale (addirittura + 16% rispetto alle
quote societarie dell'80), ha quindi in scacco la stessa casa discografica
e il povero Mogol con appena il 9%. Ma non voleva ristabilire il Rapetti
una equità in fatto di distribuzioni degli utili con Battisti?
Credo sia su un altro piano la questione di Mogol (il 50 %
all'interno di ogni loro canzone) mentre qui si parla del
repertorio Battisti che è più vasto. Inoltre non so se la
sua (di Mogol) battaglia che ha portato avanti fino ad
averla vinta (anche perchè in SIAE comanda lui e pochi
altri) abbia effetti retroattivi per tutte le canzoni del passato.
Post by Vito Q.
Se la matematica non è un'opinione, la famiglia Battisti può fare il bello
e il cattivo tempo del proprio prodotto, a meno che non abbiano concesso
alla casa discografica il diritto esclusivo alla pubblicazione e
distribuzione dei supporti audio/video, cosa che ritengo, a questo punto,
molto improbabile.
Torno a dirti che, dipendesse dalla famiglia, non uscirebbero
raccolte antologiche (specie ogni anno), non hanno bisogno
di soldi (come l'altro) e non vogliono sfruttare commercialmente
Lucio. La casa discografica ha il potere di fare le raccolte che
vuole con i brani editi ; stanno un attimo a fregarti... hai presente
contratti kilometrici con clausole minuscole ? Per cosa credi che
Battisti cercasse di blindare i suoi contratti/dischi ?
Post by Vito Q.
Non avendola raggiunta nei fatti, si è rifugiato nelle parole. :-)
L'ha raggiunta nei fatti ma evidentemente
questo ancora non gli basta...
Vito Q.
2008-09-10 17:13:43 UTC
Permalink
Il 07/09/2008 - alle ore 9.40.08
Post by Simone Dalle Crode
Post by Vito Q.
La famiglia Battisti detiene la maggioranza assoluta delle quote
societarie (56%) della società editoriale (addirittura + 16%
rispetto alle
quote societarie dell'80), ha quindi in scacco la stessa casa
discografica
e il povero Mogol con appena il 9%. Ma non voleva ristabilire il Rapetti
una equità in fatto di distribuzioni degli utili con Battisti?
Credo sia su un altro piano la questione di Mogol (il 50 %
all'interno di ogni loro canzone) mentre qui si parla del
repertorio Battisti che è più vasto.
Ma all'interno di ogni loro canzone la percentuale era già paritaria!

Era nella società editoriale che c'erano discordanze di quote.

Dal link che ti avevo riproposto, Mogol si esprime in questi termini:

D.: Ma era così. Sei ventiquattresimi a te, sei ventiquattresimi a lui
e dodici alla casa editrice.
Mogol: «Su quei dodici si aprì la questione. Nella società editoriale
lui aveva il quaranta per cento, io il dieci e la Bmg il cinquanta».

D.: E quindi lui prendeva di più e tu di meno.
Mogol: «Proprio così. Poi la società si dissolse e bisognava farne
un'altra. Io gli feci sapere che bisognava fare cinquanta e cinquanta.
Era giusto che la divisione fosse equa».
Post by Simone Dalle Crode
Inoltre non so se la
sua (di Mogol) battaglia che ha portato avanti fino ad
averla vinta (anche perchè in SIAE comanda lui e pochi
altri) abbia effetti retroattivi per tutte le canzoni del passato.
Escludendo le società editoriali che con i diritti SIAE non c'entrano
nulla, Mogol non aveva da vincere alcuna battaglia con Battisti perché,
come detto, la ripartizione dei diritti su ogni canzone era già
paritaria.
Ti riporto ciò che scrive Salvatore ne L'Arcobaleno, in proposito (da
books google):

"Mogol voleva che il suo ruolo di coautore fosse riconosciuto a tutti
gli effetti, a cominciare da quelli editoriali. E' stato detto che
litigarono sulla divisione dei diritti d'autore, tradizionalmente
attribuiti per 4/24 all'autore delle liriche e per 8/24 a quello della
melodia. In realtà da sempre Lucio e Giulio dividevano diversamente:
Lucio era stato forse il primo compositore di canzoni ad accettare una
ripartizione anomala rispetto alle convenzioni della SIAE (ripartizione
che poi Giulio riuscì a proporre anche in sede istituzionale, con la
cosiddetta "Legge Mogol"). Giulio dice che semmai andavano
riequilibrate le quote all'interno delle edizioni Acqua azzurra, troppo
sbilanciate a favore di Lucio"

Praticamente quello che si legge dall'intervista del link...
Post by Simone Dalle Crode
Torno a dirti che, dipendesse dalla famiglia, non uscirebbero
raccolte antologiche (specie ogni anno), non hanno bisogno
di soldi (come l'altro) e non vogliono sfruttare commercialmente
Lucio. La casa discografica ha il potere di fare le raccolte che
vuole con i brani editi ;
A parte il fatto che le antologie sono uscite anche con Lucio in vita,
per come appaiono le cose, anzi, le quote nella società editoriale, non
v'è alcun dubbio che la casa discografica è in netta minoranza per cui
trovo veramente singolare che la stessa casa discografica possa gestire
in via esclusiva la distribuzione dei dischi editi di Battisti...
Post by Simone Dalle Crode
stanno un attimo a fregarti... hai presente
contratti kilometrici con clausole minuscole ? Per cosa credi che
Battisti cercasse di blindare i suoi contratti/dischi ?
Per guadagnare di più. ;-)

Ciao,
Vito
Simone Dalle Crode
2008-09-10 17:33:01 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Ma all'interno di ogni loro canzone la percentuale era già paritaria!
Era nella società editoriale che c'erano discordanze di quote.
D.: Ma era così. Sei ventiquattresimi a te, sei ventiquattresimi a lui e
dodici alla casa editrice.
Mogol: «Su quei dodici si aprì la questione. Nella società editoriale lui
aveva il quaranta per cento, io il dieci e la Bmg il cinquanta».
D.: E quindi lui prendeva di più e tu di meno.
Mogol: «Proprio così. Poi la società si dissolse e bisognava farne
un'altra. Io gli feci sapere che bisognava fare cinquanta e cinquanta. Era
giusto che la divisione fosse equa».
E io ti rimando a questa discussione sul ng nella quale - tra
l'altro - feci prendere, non volendo, tanta paura a G. Fontana :)

http://tinyurl.com/6apdwb


ps mai più profetiche furono le parole su Mogol
visto il successivo proliferare di cofani vari...
Vito Q.
2008-09-12 16:10:09 UTC
Permalink
Il 10/09/2008 - alle ore 19.33.01
Post by Simone Dalle Crode
E io ti rimando a questa discussione sul ng nella quale - tra
l'altro - feci prendere, non volendo, tanta paura a G. Fontana :)
http://tinyurl.com/6apdwb
Interessante.

Per Gianmario Fontana, Mogol, in quanto coautore, avrebbe potuto (se
l'avesse voluto) far pubblicare i vari inediti senza il consenso alcuno
di altri.
La profezia poi si sarebbe avverata, ma non oso pensare cosa sarebbe
successo se la famiglia Battisti non fosse stata *realmente* d'accordo.
;-)

Non vorrei entrare troppo in argomentazioni minate che non sono tra
l'altro di mia competenza, ma in questi casi proprio nulla può fare
l'altro coatuore (o chi per lui) per opporsi alla pubblicazione degli
inediti?
Possibile che non possa far valere nemmeno i propri diritti morali?
(Qui un sunto:
http://www.dirittosuweb.com/aree/rubriche/record.asp?idrecord=315&cat=3
)

Senza voler offendere nessuno, né tanto meno te, Simone, io lancerei un
appello ad Alberta nel cas in cui, dall'alto della sua competenza, le
andrebbe di fare un commento in merito. :-))

Noto infine, ritornando a Simone/Gias, che le parole che usasti nel
chiudere il thread in commento, furono le seguenti.
"Perchè è inutile nasconderci dietro ai principi quando in
ballo ci sono soldi. Tutto qui."

Allora perché - ti chiedo - questa regoletta non possa valere (o non è
valsa) alla famiglia Battisti? Se le vie della Signora sono
infinite... ;-))

Ciao,
Vito
Simone Dalle Crode
2008-09-12 17:11:57 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Per Gianmario Fontana, Mogol, in quanto coautore, avrebbe potuto (se
l'avesse voluto) far pubblicare i vari inediti senza il consenso alcuno di
altri. La profezia poi si sarebbe avverata, ma non oso pensare cosa
sarebbe successo se la famiglia Battisti non fosse stata *realmente*
d'accordo. ;-)
In realtà son stati pubblicati brani cmq editi da altri artisti
mentre gli inediti veri e propri per ora tacciono
Post by Vito Q.
Non vorrei entrare troppo in argomentazioni minate che non sono tra
l'altro di mia competenza, ma in questi casi proprio nulla può fare
l'altro coatuore (o chi per lui) per opporsi alla pubblicazione degli
inediti? Possibile che non possa far valere nemmeno i propri diritti
morali?
http://www.dirittosuweb.com/aree/rubriche/record.asp?idrecord=315&cat=3 )
Senza voler offendere nessuno, né tanto meno te, Simone, io lancerei un
appello ad Alberta nel cas in cui, dall'alto della sua competenza, le
andrebbe di fare un commento in merito. :-))
Magari... :)
Post by Vito Q.
Allora perché - ti chiedo - questa regoletta non possa valere (o non è
valsa) alla famiglia Battisti? Se le vie della Signora sono infinite...
;-))
Perchè, come ha sempre detto pure Mogol, Battisti non
guardava al lato veniale. Le vie della Signora sono infinite
in quanto mi aspetterei un bel regalo per gli appassionati :)
Raffaella
2008-09-12 17:55:15 UTC
Permalink
Post by Simone Dalle Crode
Post by Simone Dalle Crode
Perchè, come ha sempre detto pure Mogol, Battisti non
guardava al lato veniale. Le vie della Signora sono infinite
in quanto mi aspetterei un bel regalo per gli appassionati :)
così a pelle senza avere nessuna notizia in merito credo che...

"lunga sia la strada del sogno addirittura sconfinata quella dell'utopia"


Raffaella
Simone Dalle Crode
2008-09-12 17:56:44 UTC
Permalink
Post by Raffaella
"lunga sia la strada del sogno addirittura sconfinata quella dell'utopia"
Un sogno in fondo tanto semplice :))
Vito Q.
2008-09-12 22:35:47 UTC
Permalink
Post by Simone Dalle Crode
Perchè, come ha sempre detto pure Mogol, Battisti non
guardava al lato veniale. Le vie della Signora sono infinite
in quanto mi aspetterei un bel regalo per gli appassionati :)
Diciamo che ti aspetteresti che la Signora chiuda un occhio... anzi
due. ;-)
Raffaella
2008-09-13 07:53:30 UTC
Permalink
Post by Simone Dalle Crode
Perchè, come ha sempre detto pure Mogol, Battisti non
guardava al lato veniale. Le vie della Signora sono infinite
in quanto mi aspetterei un bel regalo per gli appassionati :)
Diciamo che ti aspetteresti che la Signora chiuda un occhio... anzi due.
;-)
non per l'eternità spero:-)

Raffaella
Alberta
2008-09-14 08:04:55 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Per Gianmario Fontana, Mogol, in quanto coautore, avrebbe potuto (se
l'avesse voluto) far pubblicare i vari inediti senza il consenso alcuno
di altri.
La profezia poi si sarebbe avverata, ma non oso pensare cosa sarebbe
successo se la famiglia Battisti non fosse stata *realmente* d'accordo.
;-)
Non vorrei entrare troppo in argomentazioni minate che non sono tra
l'altro di mia competenza, ma in questi casi proprio nulla può fare
l'altro coatuore (o chi per lui) per opporsi alla pubblicazione degli
inediti?
Possibile che non possa far valere nemmeno i propri diritti morali?
(Qui un sunto:http://www.dirittosuweb.com/aree/rubriche/record.asp?idrecord=315&cat=3
)
Senza voler offendere nessuno, né tanto meno te, Simone, io lancerei un
appello ad Alberta nel cas in cui, dall'alto della sua competenza, le
andrebbe di fare un commento in merito. :-))
Ciao,
Vito
Ciao, Vito :-)

I diritti morali e quelli patrimoniali, nell'ambito del diritto
d'autore, sono ... "due mondi" (cit.)!
E sono due mondi che davvero non si toccano più di tanto.

Il diritto morale (che balza fuori quando si tratti di rivendicare la
paternità della propria opera, usualmente insorgendo contro plagiari e
scopiazzatori vari per chiedere il risarcimento danni e/o l'inibitoria
all'ulteriore diffusione pubblica dello scopiazzamento: vedi ad es.
vari casi giudiziari di questi anni, come le cause rispettivamente
intentate da: Al Bano vs. Michael Jackson per l'asserita somiglianza
fra "I cigni di Balaka" e "Will You Be There"; Sergio Endrigo vs. Luis
E. Bacalov per l'asserita somiglianza fra "Nelle mie notti" e la
colonna sonora - premio Oscar - de "Il Postino"; Michele Pecora vs.
Adelmo Zucchero Fornaciari e Pasquale Panella per l'asserita
somiglianza fra "Era Lei" e "Blu", Ricky Gianco vs. Claudio Baglioni
per l'asserita somiglianza fra "E' impossibile" e "Questo piccolo
grande amore", etc. etc. ...) spetta sempre e comunque all'autore, a
prescindere da ogni e qualsiasi vicenda editoriale possa subire, una
volta creata e depositata in SIAE, l'opera dell'ingegno (letteraria o
musicale che sia) ... però non ha nulla a che vedere con la
possibilità o meno di pubblicare inediti, che attiene invece a chi
abbia diritto allo sfruttamento patrimoniale dell'opera stessa da
attuarsi, per l'appunto, mediante sua pubblicazione e vendita.

Il diritto patrimoniale d'autore, invece, solitamente, viene
dall'autore stesso ceduto alla casa editrice (letteraria o
discografica), a seguito della stipula di un contratto di edizione, e
quindi l'autore - sempre usualmente - si spoglia della sua titolarità
(e conseguentemente della possibilità di esercitarlo e farlo valere),
ricevendone in cambio, dalla casa editrice medesima, un adeguato
compenso, per lo più sotto forma di percentuale sugli incassi delle
vendite (le c.d. royalties, la cui entità varierà a seconda di come
sia stato strutturato il contratto di edizione); meno frequente è il
compenso pattuito a forfait, per lo più circoscritto - com'è
abbastanza naturale - ad autori esordienti e/o poco conosciuti, o
comunque dotati di scarso potere contrattuale.

In casi simili (che - ripeto - sono tuttora la maggioranza, che io
sappia, anche nel mondo della musica leggera), la casa editrice
diventa l'unica indisturbata plenipotenziaria in materia di
pubblicazione di inediti (semprechè l'autore le abbia ceduto i suoi
diritti patrimoniali di sfruttamento sul proprio intero portfolio
creativo, o comunque anche su proprie opere magari composte da molto
tempo ma sempre rimaste inedite), piaccia o no all'autore, piaccia o
no agli eredi di questi nel caso di suo decesso. Per non parlare poi
della pubblicazione di compilations di brani non inediti: la casa
editrice ne può fare quante le pare e piaccia, senza che nessuno possa
opporvisi.

Fin qui quel che accade di solito.

Il discorso si complica non poco (al fine di capire chi diavolo possa
dire la sua - e frapporre, quindi, eventuali veti - circa la
pubblicazione di opere, già edite ovvero inedite, di quel particolare
autore) quando, come sempre più spesso accade, l'autore si sia altresì
fondato una propria casa editrice da sè o comunque quando la casa
editrice sia gestita da una società nella quale l'autore ha una
partecipazione diretta, in quote od azioni.

Mi pare di capire che proprio questo sia stato il caso, per Battisti
(anzi mi sembra di aver capito, leggiucchiando qualche vostro thread
qua e là in questi giorni, che forse il motivo cardine
dell'allontanamento fra Battisti e Mogol riguardasse proprio questioni
relativi all'entità delle rispettive quote di partecipazione sociale
nella società fra loro costituita al riguardo ... o mi sbaglio?).

E' chiaro che, in casi simili, il titolare del diritto patrimoniale
d'autore è un'entità a più teste, e che quindi, almeno in astratto,
dovrebbe prevalere, nelle decisioni circa la pubblicazione o meno di
determinate opere, chi abbia la maggioranza sociale nella casa
editrice, ma sempre fatti salvi eventuali patti societari stipulati in
senso difforme (patti che in questo caso ben potrebbero esserci, ed il
cui contenuto noi comuni mortali ignoriamo tutti, od almeno io di
certo lo ignoro!!) ... ergo, a mio sommesso avviso, ignorando questo
particolare tipo di retroscena societario nei dettagli, disquisire
ancora su tale argomento è un pochino come parlare del sesso degli
angeli ...

Un abbraccio
Alberta
Alberta
2008-09-14 10:18:06 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Non vorrei entrare troppo in argomentazioni minate che non sono tra
l'altro di mia competenza, ma in questi casi proprio nulla può fare
l'altro coatuore (o chi per lui) per opporsi alla pubblicazione degli
inediti?
Possibile che non possa far valere nemmeno i propri diritti morali?
(Qui un sunto:http://www.dirittosuweb.com/aree/rubriche/record.asp?idrecord=315&cat=3
Ciao,
Vito
...  però non ha nulla a che vedere con la
possibilità o meno di pubblicare inediti, che attiene invece a chi
abbia diritto allo sfruttamento patrimoniale dell'opera stessa da
attuarsi, per l'appunto, mediante sua pubblicazione e vendita.
[CUT] In casi simili (che - ripeto - sono tuttora la maggioranza, che
io
sappia, anche nel mondo della musica leggera), la casa editrice
diventa l'unica indisturbata plenipotenziaria in materia di
pubblicazione di inediti (semprechè l'autore le abbia ceduto i suoi
diritti patrimoniali di sfruttamento sul proprio intero portfolio
creativo, o comunque anche su proprie opere magari composte da molto
tempo ma sempre rimaste inedite), piaccia o no all'autore, piaccia o
no agli eredi di questi nel caso di suo decesso.
Per chiarire e completare il mio punto di vista sullo specifico
argomento-inediti, vorrei mettere in evidenza quell'inciso "semprechè
l'autore le abbia ceduto ..." da me prima usato nel parlare del
"diritto all'inedito", perchè è veramente importante.

In effetti anche "diritto all'inedito" è espressione in sè ambigua.
C'è un "diritto all'inedito" che effettivamente appartiene - almeno
secondo la classificazione operata dalla legge sul diritto d'autore,
il cui art. 24 a tale nozione fa riferimento (
http://www.siae.it/documents/BG_normativa_leggedirittoautore.pdf ) -
non già al diritto patrimoniale d'autore bensì al diritto morale
d'autore.

Trattasi del diritto che ha l'autore di opporsi a che sia data
diffusione ad opere, pur da lui create, senza il suo consenso di
"padre" - per così dire - dell'opera stessa (ad esempio perchè non le
ritiene all'altezza della sua reputazione, del suo livello artistico,
etc.).

Art. 24:
"1. Il diritto di pubblicare le opere inedite spetta agli eredi
dell'autore o ai legatari delle opere stesse, salvo che l'autore abbia
espressamente vietata la pubblicazione o l'abbia affidata ad altri.
2. Qualora l'autore abbia fissato un termine per la pubblicazione, le
opere inedite non possono essere pubblicate prima della sua scadenza.
3. Quando le persone indicate nel primo comma siano più e vi sia tra
loro dissenso, decide l'autorità giudiziaria, sentito il Pubblico
Ministero. E' rispettata, in ogni caso, la volontà del defunto, quando
risulti da scritto.
4. Sono applicabili a queste opere le disposizioni contenute nella
sezione seconda del capo secondo del titolo terzo [ossia gli artt. 115
e seguenti sulla trasmissione a causa di morte del diritto - questa
volta patrimoniale - di utilizzazione dell'opera]".

Peraltro un siffatto aspetto del diritto morale d'autore (a differenza
del suo più noto aspetto concernente i plagi altrui etc.), per poter
essere esercitato, presuppone necessariamente - a mio avviso - che
l'autore, a monte, non abbia stipulato un contratto di edizione - come
invece potrebbe avere fatto - avente ad oggetto indistintamente tutto
il suo intero portfolio creativo a venire, o comunque presuppone che
egli abbia stipulato uno o più contratti di edizione nessuno dei quali
avente ad oggetto, fra le altre, proprio quella singola specifica sua
opera creativa.
Ogni opera creativa che sia oggetto di un contratto di edizione, in
effetti, per il momento è ancora inedita, ma con la stipula del
suddetto contratto le parti contraenti dimostrano, in quanto tali, il
proprio concorde interesse a che essa sia diffusa pubblicamente (del
resto il contratto di edizione - per definizione ed anche per
etimologia - si stipula riguardo ad opere che sono ancora inedite, ed
alla cui edizione in via esclusiva la casa editrice è interessata al
fine di guadagnarci su ... come pure l'autore ... ;-)).

Ancora una volta, nulla credo si sappia, qui, circa l'ampiezza
dell'oggetto (ovvero dei plurimi oggetti) del contratto (ovvero dei
plurimi contratti) di edizione stipulato/i nel caso in esame dagli
autori dei brani battistiani ... se cioè comprendessero anche gli
inediti in blocco a venire, senza distinzioni (ovvero comprendessero
uno o più singoli inediti già specificamente individuati) oppure
no ... il che basta a far arenare, credo, ogni tentativo di venire a
capo, con una soluzione "certa", dell'interrogativo che vi siete
posti.

E ciò anche senza voler qui prendere in considerazione gli altri
aspetti complessi - ed a noi per lo più parimenti sconosciuti, credo,
o comunque di sicuro sconosciuti a me!! - della questione, ossia
quelli visti sopra, se cioè:

a) la società editrice partecipata da Battisti (ed ora dai suoi eredi)
con il pacchetto di maggioranza assoluta, che era parte contraente nel/
nei contratto/i di edizione concretamente stipulati, avesse - nel suo
statuto od atto costitutivo od altrove - fissato o meno criteri
particolari, difformi cioè dal semplice rispetto delle proporzioni
risultanti dalle quote societarie, in ordine alla titolarità ed
all'esercizio dei diritti patrimoniali di sfruttamento dell'opera
d'autore ... opera in ordine alla quale, ripeto, non sappiamo tuttavia
se le parti del contratto di edizione vi avessero contrattualmente
incluso, o meno (nel qual caso soltanto scatterebbe l'art. 24 della
legge sul diritto d'autore, secondo me), pure gli inediti in blocco a
venire e/o uno o più inediti già ben determinati ...

b) la società editrice a sua volta si fosse contrattualmente spogliata
o meno, magari solo in parte, (e se sì in quali termini) di uno o più
fra i diritti patrimoniali d'autore spettantile sulle opere in
questione (ma non anche sugli inediti nel caso di applicabilità
dell'art. 24 cit.; anche sugli inediti, invece, nel caso opposto), in
favore della casa discografica (la quale ovviamente è soggetto
tutt'affatto diverso dalla società editrice, e francamente credo che
nessuno di noi sia edotto in ordine all'esatto contenuto, in questo
caso, dei rapporti contrattuali fra la società editrice e la casa
discografica) ...

Ciao a tutti:-)
Alberta
Vito Q.
2008-09-15 17:19:14 UTC
Permalink
Il 14/09/2008 - alle ore 12.18.06
Post by Alberta
Per chiarire e completare il mio punto di vista sullo specifico
argomento-inediti, vorrei mettere in evidenza quell'inciso "semprechè
l'autore le abbia ceduto ..." da me prima usato nel parlare del
"diritto all'inedito", perchè è veramente importante.
In effetti anche "diritto all'inedito" è espressione in sè ambigua.
C'è un "diritto all'inedito" che effettivamente appartiene - almeno
secondo la classificazione operata dalla legge sul diritto d'autore,
il cui art. 24 a tale nozione fa riferimento (
http://www.siae.it/documents/BG_normativa_leggedirittoautore.pdf ) -
non già al diritto patrimoniale d'autore bensì al diritto morale
d'autore.
Trattasi del diritto che ha l'autore di opporsi a che sia data
diffusione ad opere, pur da lui create, senza il suo consenso di
"padre" - per così dire - dell'opera stessa (ad esempio perchè non le
ritiene all'altezza della sua reputazione, del suo livello artistico,
etc.).
"1. Il diritto di pubblicare le opere inedite spetta agli eredi
dell'autore o ai legatari delle opere stesse, salvo che l'autore
abbia espressamente vietata la pubblicazione o l'abbia affidata ad
altri. 2. Qualora l'autore abbia fissato un termine per la
pubblicazione, le opere inedite non possono essere pubblicate prima
della sua scadenza. 3. Quando le persone indicate nel primo comma
siano più e vi sia tra loro dissenso, decide l'autorità giudiziaria,
sentito il Pubblico Ministero. E' rispettata, in ogni caso, la
volontà del defunto, quando risulti da scritto.
4. Sono applicabili a queste opere le disposizioni contenute nella
sezione seconda del capo secondo del titolo terzo [ossia gli artt.
115 e seguenti sulla trasmissione a causa di morte del diritto -
questa volta patrimoniale - di utilizzazione dell'opera]".
Peraltro un siffatto aspetto del diritto morale d'autore (a
differenza del suo più noto aspetto concernente i plagi altrui etc.),
per poter essere esercitato, presuppone necessariamente - a mio
avviso - che l'autore, a monte, non abbia stipulato un contratto di
edizione - come invece potrebbe avere fatto - avente ad oggetto
indistintamente tutto il suo intero portfolio creativo a venire, o
comunque presuppone che egli abbia stipulato uno o più contratti di
edizione nessuno dei quali avente ad oggetto, fra le altre, proprio
quella singola specifica sua opera creativa.
Qui non ti seguo. :-)
Se l'autore non ha un contratto di edizione a monte (o, se lo ha, non
ha un contratto specificatamente per quella singola opera creativa)
come può avvalersi del diritto morale?
Non ha nessun motivo per applicarlo in quanto, essendo libero da
vincoli contrattuali, può disporre della cosa a suo piacimento
(decidendo o meno di pubblicarla mediante un contratto da stipulare con
una casa editoriale). :-)
Post by Alberta
Ogni opera creativa che sia oggetto di un contratto di edizione, in
effetti, per il momento è ancora inedita, ma con la stipula del
suddetto contratto le parti contraenti dimostrano, in quanto tali, il
proprio concorde interesse a che essa sia diffusa pubblicamente (del
resto il contratto di edizione - per definizione ed anche per
etimologia - si stipula riguardo ad opere che sono ancora inedite, ed
alla cui edizione in via esclusiva la casa editrice è interessata al
fine di guadagnarci su ... come pure l'autore ... ;-)).
Quindi un contratto a monte fa venir meno il requisito "inedito" di una
canzone??
Quindi, se non ho capito male, esistendo un contratto a monte, l'autore
(o uno degli autori) non può bloccare la pubblicazione di un "inedito"
avvalendosi del diritto morale all'inedito così come statuito dall'art.
24?
Post by Alberta
E ciò anche senza voler qui prendere in considerazione gli altri
aspetti complessi - ed a noi per lo più parimenti sconosciuti,
credo, o comunque di sicuro sconosciuti a me!! - della questione,
a) la società editrice partecipata da Battisti (ed ora dai suoi
eredi) con il pacchetto di maggioranza assoluta, che era parte
contraente nel/ nei contratto/i di edizione concretamente stipulati,
avesse - nel suo statuto od atto costitutivo od altrove - fissato o
meno criteri particolari, difformi cioè dal semplice rispetto delle
proporzioni risultanti dalle quote societarie, in ordine alla
titolarità ed all'esercizio dei diritti patrimoniali di sfruttamento
dell'opera d'autore ... opera in ordine alla quale, ripeto, non
sappiamo tuttavia se le parti del contratto di edizione vi avessero
contrattualmente incluso, o meno (nel qual caso soltanto scatterebbe
l'art. 24 della legge sul diritto d'autore, secondo me), pure gli
inediti in blocco a venire e/o uno o più inediti già ben determinati
...
b) la società editrice a sua volta si fosse contrattualmente
spogliata o meno, magari solo in parte, (e se sì in quali termini) di
uno o più fra i diritti patrimoniali d'autore spettantile sulle opere
in questione (ma non anche sugli inediti nel caso di applicabilità
dell'art. 24 cit.; anche sugli inediti, invece, nel caso opposto), in
favore della casa discografica (la quale ovviamente è soggetto
tutt'affatto diverso dalla società editrice, e francamente credo che
nessuno di noi sia edotto in ordine all'esatto contenuto, in questo
caso, dei rapporti contrattuali fra la società editrice e la casa
discografica) ...
Le ipotesi in effetti sono così tante per cui risulta praticamente
impossibile raggiungere una certezza assoluta.
A me è bastato far chiarezza su certi punti e per questo, nel
ringraziarti ancora, ti chiedo di mandarmi la tua parcella
all'indirizzo di casa: provvederò, il prima possibile, con un bonifico
bancario... ;-)))

Ciao,
Vito
Alberta
2008-09-15 20:05:07 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Post by Alberta
Peraltro un siffatto aspetto del diritto morale d'autore (a
differenza del suo più noto aspetto concernente i plagi altrui etc.),
per poter essere esercitato, presuppone necessariamente - a mio
avviso - che l'autore, a monte, non abbia stipulato un contratto di
edizione - come invece potrebbe avere fatto - avente ad oggetto
indistintamente tutto il suo intero portfolio creativo a venire, o
comunque presuppone che egli abbia stipulato uno o più contratti di
edizione nessuno dei quali avente ad oggetto, fra le altre, proprio
quella singola specifica sua opera creativa.
Qui non ti seguo. :-)
Se l'autore non ha un contratto di edizione a monte (o, se lo ha, non
ha un contratto specificatamente per quella singola opera creativa)
come può avvalersi del diritto morale?
Non ha nessun motivo per applicarlo in quanto, essendo libero da
vincoli contrattuali, può disporre della cosa a suo piacimento
(decidendo o meno di pubblicarla mediante un contratto da stipulare con
una casa editoriale). :-)
Mi sono - credo - spiegata male.
Quell'aspetto del diritto morale di cui stavamo parlando noi due,
ossia il diritto di far uscire pezzi inediti solo se e quando lo
voglia l'autore (o lo vogliano i suoi eredi), è una posizione comunque
di diritto morale, non patrimoniale ... e quindi non attiene al
"disporre" (ergo, allo sfruttare commercialmente), che è materia da
diritto patrimoniale, bensì attiene unicamente - proprio in quanto
"morale - alla volontà di attivarsi per tutelare la propria
REPUTAZIONE artistica (l'art. 24 si riferisce in maniera
particolarmente pregnante proprio alla tutela della reputazione
dell'artista defunto, come avrai visto ...) contro la possibilità che
siano pubblicate opere proprie, sì, ma non ritenute all'altezza e/o
adeguate dall'autore o da chi per lui ...

Se il contratto di edizione a monte, per quella particolare opera,
c'è, significa che l'autore, per il fatto stesso di averlo stipulato,
è contento che l'opera esca, ritenendola evidentemente all'altezza di
sè e non pericolosa per la propria reputazione artistica ... il fatto
che abbia manifestato già una volontà contrattuale di far pubblicare
tale opera èun sintomo inequivocabile e di per sè probante del fatto
che non gli passerà mai per la testa di voler prevenire l'uscita di
quell'opera per il momento ancora inedita.

Anzi ti dirò di più: l'autore che non abbia un contratto di edizione
rischia sì - ovviamente - di dover vendere i suoi dischi porta a
porta, e quindi di morire rapidamente di fame (sempre che non faccia
come dice Jannacci nella sua esilarante canzone "Poveri cantautori":
"Po-po-po-poveri cantautori/che per vendere i dischi se li compran da
soli" ...!;-)), ma è l'unico ad essere, al tempo stesso, titolare
tanto del diritto patrimoniale d'autore quanto del diritto morale
d'autore (in tutte le sue forme, attività anti-plagiari
compresa) ... :-))
Post by Vito Q.
Quindi un contratto a monte fa venir meno il requisito "inedito" di una
canzone??
Non è che la canzone "non sia inedita"; fino a che non viene
pubblicata resta un'opera inedita, ovviamente ... ma di certo, avendo
stipulato a monte un contratto di edizione per quella canzone,
l'artista ha detto chiaro e tondo che, in relazione a quel pezzo, a
lui sta benissimo che l'inedito si pubblichi: ecco allora che, ad una
fattispecie siffatta, di certo l'art. 24 della legge sul diritto
d'autore, rivolto unicamente a tutelare la reputazione artistica
dell'interessato che non vuole che il pezzo sia pubblicato, non potrà
mai trovare applicazione, secondo me.
Post by Vito Q.
Quindi, se non ho capito male, esistendo un contratto a monte, l'autore
(o uno degli autori) non può bloccare la pubblicazione di un "inedito"
avvalendosi del diritto morale all'inedito così come statuito dall'art.
24?
Io la penso esattamente così, alla luce del contenuto dell'art. 24 e -
soprattutto - alla luce della sua "ratio legis", ossia guardando alla
finalità specifica perseguita dalla suddetta norma (che, ripeto, è
solo la tutela del "buon nome artistico" dell'interessato contro
pubblicazioni a lui sgradite benchè relative ad opere da lui
composte).
Post by Vito Q.
Le ipotesi in effetti sono così tante per cui risulta praticamente
impossibile raggiungere una certezza assoluta.
Esatto .. mi dispiace!
Post by Vito Q.
A me è bastato far chiarezza su certi punti e per questo, nel
ringraziarti ancora, ti chiedo di mandarmi la tua parcella
all'indirizzo di casa: provvederò, il prima possibile, con un bonifico
bancario... ;-)))
Nonono ... è stato un grande piacere, credimi!
Post by Vito Q.
Ciao,
Vito
Ciao!
Alberta
giuseppe medici
2008-09-15 21:46:40 UTC
Permalink
Post by Alberta
Mi sono - credo - spiegata male.
Ciao!
Alberta
togli il "credo" e io quoto :-)

ciao

Giuseppe



--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Vito Q.
2008-09-17 23:29:07 UTC
Permalink
Alberta ha scritto:

[cut]

Perdona la mia ritardata risposta, Alberta, ma proprio non riesco a
stare dietro al NG, pur essendo questa settimana in ferie... :-(
Post by Alberta
Post by Vito Q.
Qui non ti seguo. :-)
Se l'autore non ha un contratto di edizione a monte (o, se lo ha,
non ha un contratto specificatamente per quella singola opera
creativa) come può avvalersi del diritto morale?
Non ha nessun motivo per applicarlo in quanto, essendo libero da
vincoli contrattuali, può disporre della cosa a suo piacimento
(decidendo o meno di pubblicarla mediante un contratto da stipulare
con una casa editoriale). :-)
Mi sono - credo - spiegata male.
Quell'aspetto del diritto morale di cui stavamo parlando noi due,
ossia il diritto di far uscire pezzi inediti solo se e quando lo
voglia l'autore (o lo vogliano i suoi eredi), è una posizione
comunque di diritto morale, non patrimoniale ... e quindi non attiene
al "disporre" (ergo, allo sfruttare commercialmente), che è materia
da diritto patrimoniale, bensì attiene unicamente - proprio in quanto
"morale - alla volontà di attivarsi per tutelare la propria
REPUTAZIONE artistica (l'art. 24 si riferisce in maniera
particolarmente pregnante proprio alla tutela della reputazione
dell'artista defunto, come avrai visto ...) contro la possibilità che
siano pubblicate opere proprie, sì, ma non ritenute all'altezza e/o
adeguate dall'autore o da chi per lui ...
Se il contratto di edizione a monte, per quella particolare opera,
c'è, significa che l'autore, per il fatto stesso di averlo stipulato,
è contento che l'opera esca, ritenendola evidentemente all'altezza di
sè e non pericolosa per la propria reputazione artistica ... il fatto
che abbia manifestato già una volontà contrattuale di far pubblicare
tale opera èun sintomo inequivocabile e di per sè probante del fatto
che non gli passerà mai per la testa di voler prevenire l'uscita di
quell'opera per il momento ancora inedita.
Anzi ti dirò di più: l'autore che non abbia un contratto di edizione
rischia sì - ovviamente - di dover vendere i suoi dischi porta a
porta, e quindi di morire rapidamente di fame (sempre che non faccia
"Po-po-po-poveri cantautori/che per vendere i dischi se li compran da
soli" ...!;-)), ma è l'unico ad essere, al tempo stesso, titolare
tanto del diritto patrimoniale d'autore quanto del diritto morale
d'autore (in tutte le sue forme, attività anti-plagiari
compresa) ... :-))
Ma tu eri già stata chiarissima, sono stato io, molto probabilmente, a
non esserlo stato. :-)

La mia considerazione era ed è la seguente: se la legge permette ad un
autore di esercitare il diritto morale all'inedito, per attivarsi
contro la pubblicazione di un opera non ritenute all'altezza a difesa
della propria reputazione, quando e in quali condizioni può
esercitarlo?

Nel caso in cui esista, con la casa editrice, un contratto a monte per
quella particolare opera, il diritto morale non può trovare
applicazione in quanto, come hai spiegato benissimo, con la stipula di
un contratto l'autore accetta di pubblicare quel brano, per cui viene a
mancare il fine del diritto morale ossia l'attivarsi per evitare che si
pubblichi un brano ritenuto inadatto.

Viceversa, non essendoci alcun contratto a monte, il diritto morale
all'inedito non potrà essere esercitato in quanto manca il soggetto (la
società editrice) sul quale l'autore può eventualmente avvalersi.
Giusto?
Successivamente, se l'autore dovesse decidere per la stipula di un
contratto editoriale, si ritorna al punto precedente.

Se non ci sono altre ipotesi di attuazione mi sembra di capire che 'sto
diritto morale è proprio inapplicabile. Può essere? :-))

Un abbraccio!

Vito
Alberta
2008-09-18 20:33:29 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Perdona la mia ritardata risposta, Alberta, ma proprio non riesco a
stare dietro al NG, pur essendo questa settimana in ferie... :-(
Ma cos'avresti mai da farti perdonare? Scherzi? :-)
Post by Vito Q.
La mia considerazione era ed è la seguente: se la legge permette ad un
autore di esercitare il diritto morale all'inedito, per attivarsi
contro la pubblicazione di un opera non ritenute all'altezza a difesa
della propria reputazione, quando e in quali condizioni può
esercitarlo?
Viceversa, non essendoci alcun contratto a monte, il diritto morale
all'inedito non potrà essere esercitato in quanto manca il soggetto (la
società editrice) sul quale l'autore può eventualmente avvalersi.
Giusto?
Beh, non porrei la questione proprio in questi termini (tieni comunque
presente che questa è materia di cui non ho mai avuto il piacere di
occuparmi professionalmente) ...
Quel diritto morale all'inedito ben potrebbe essere fatto valere -
secondo me - anche magari contro il tizio qualunque che in un
cassetto di sua zia, ex amante segreta dell'artista XY, ritrovasse un
intero canzoniere inedito di XY a lei dedicato e volesse magari
editarlo per conto proprio, artigianalmente ... oppure che avesse
manifestato la volontà di cederlo, ma ancora non lo avesse ceduto, ad
una società editrice in cambio di denaro ... che te ne pare?
Post by Vito Q.
Se non ci sono altre ipotesi di attuazione mi sembra di capire che 'sto
diritto morale è proprio inapplicabile. Può essere? :-))
No, dai ... Sai, credo piuttosto (sempre da "non specialista" nel
campo del diritto d'autore) che l'art. 24 sia qualificabile come una
norma di stretta applicazione ... ossia, visto che è formulata in modo
tale da menzionare espressamente, se ci fai caso, solo l'ipotesi
dell'artista defunto, che non sia estensibile alla diversa ipotesi
dell'artista vivo ...
Almeno, in base all'interpretazione letterale dovrebbe essere così.
Ho controllato or ora nell'archivio ufficiale della Cassazione e
sull'art. 24 non c'è nulla che riguardi la nostra specifica
questione ...
Post by Vito Q.
Un abbraccio!
Vito
Ricambiato :-)
Alberta
Vito Q.
2008-09-22 17:10:05 UTC
Permalink
Il 18/09/2008 - alle ore 22.33.29
Post by Alberta
Perdona la mia ritardata risposta, Alberta...
Ma cos'avresti mai da farti perdonare? Scherzi? :-)
Beh no, solo che avrei voluto un po' più di tempo a disposizione.
Post by Alberta
Beh, non porrei la questione proprio in questi termini (tieni
comunque presente che questa è materia di cui non ho mai avuto il
piacere di occuparmi professionalmente) ...
Quel diritto morale all'inedito ben potrebbe essere fatto valere -
secondo me - anche magari contro il tizio qualunque che in un
cassetto di sua zia, ex amante segreta dell'artista XY, ritrovasse un
intero canzoniere inedito di XY a lei dedicato e volesse magari
editarlo per conto proprio, artigianalmente ... oppure che avesse
manifestato la volontà di cederlo, ma ancora non lo avesse ceduto, ad
una società editrice in cambio di denaro ... che te ne pare?
Va bene, va bene. :-))
Post by Alberta
Ho controllato or ora nell'archivio ufficiale della Cassazione e
sull'art. 24 non c'è nulla che riguardi la nostra specifica
questione ...
Peccato, ci sarebbe stato di ulteriore aiuto. Ma va già bene così.


Ciao,
Vito

Vito Q.
2008-09-15 11:21:20 UTC
Permalink
Il 14/09/2008 - alle ore 10.04.55
Post by Alberta
Ciao, Vito :-)
Ciao a te e grazie mille, di cuore, per averci illuminato (come nel tuo
stile) in quell'intreccio legislativo sui diritti d'autore così ostico,
pur sapendo a priori che mai e poi mai saremmo giunti ad una
conclusione certa per i motivi che hai volte evidenziato. :-))
Post by Alberta
I diritti morali e quelli patrimoniali, nell'ambito del diritto
d'autore, sono ... "due mondi" (cit.)!
Ottima citazione, assolutamente IT! :-))
Post by Alberta
E sono due mondi che davvero non si toccano più di tanto.
Leggo, in un altro post, una tua ripresa sull'argomento "diritti
morali" per cui ti replico di là. :-)
Post by Alberta
Il diritto morale (che balza fuori quando si tratti di rivendicare la
paternità della propria opera, usualmente insorgendo contro plagiari
e scopiazzatori vari per chiedere il risarcimento danni e/o
vedi ad es. vari casi giudiziari di questi anni, come le cause
rispettivamente intentate da: Al Bano vs. Michael Jackson per
l'asserita somiglianza fra "I cigni di Balaka" e "Will You Be There";
Sergio Endrigo vs. Luis E. Bacalov per l'asserita somiglianza fra
"Nelle mie notti" e la colonna sonora - premio Oscar - de "Il
Postino"; Michele Pecora vs. Adelmo Zucchero Fornaciari e Pasquale
Panella per l'asserita somiglianza fra "Era Lei" e "Blu", Ricky
Gianco vs. Claudio Baglioni per l'asserita somiglianza fra "E'
impossibile" e "Questo piccolo grande amore", etc. etc. ...) spetta
sempre e comunque all'autore, a prescindere da ogni e qualsiasi
vicenda editoriale possa subire, una volta creata e depositata in
SIAE, l'opera dell'ingegno (letteraria o musicale che sia) ... però
non ha nulla a che vedere con la possibilità o meno di pubblicare
inediti, che attiene invece a chi abbia diritto allo sfruttamento
patrimoniale dell'opera stessa da attuarsi, per l'appunto, mediante
sua pubblicazione e vendita.
Il diritto patrimoniale d'autore, invece, solitamente, viene
dall'autore stesso ceduto alla casa editrice (letteraria o
discografica), a seguito della stipula di un contratto di edizione, e
quindi l'autore - sempre usualmente - si spoglia della sua titolarità
(e conseguentemente della possibilità di esercitarlo e farlo valere),
ricevendone in cambio, dalla casa editrice medesima, un adeguato
compenso, per lo più sotto forma di percentuale sugli incassi delle
vendite (le c.d. royalties, la cui entità varierà a seconda di come
sia stato strutturato il contratto di edizione); meno frequente è il
compenso pattuito a forfait, per lo più circoscritto - com'è
abbastanza naturale - ad autori esordienti e/o poco conosciuti, o
comunque dotati di scarso potere contrattuale.
Benissimo, più chiara di così! :-)
Post by Alberta
In casi simili (che - ripeto - sono tuttora la maggioranza, che io
sappia, anche nel mondo della musica leggera), la casa editrice
diventa l'unica indisturbata plenipotenziaria in materia di
pubblicazione di inediti (semprechè l'autore le abbia ceduto i suoi
diritti patrimoniali di sfruttamento sul proprio intero portfolio
creativo, o comunque anche su proprie opere magari composte da molto
tempo ma sempre rimaste inedite), piaccia o no all'autore, piaccia o
no agli eredi di questi nel caso di suo decesso. Per non parlare poi
della pubblicazione di compilations di brani non inediti: la casa
editrice ne può fare quante le pare e piaccia, senza che nessuno
possa opporvisi.
Stando così le cose, continuando quindi a discutere in termini generici
- sempreché l'autore abbia ceduto i propri diritti patrimoniali di
sfruttamento ecc. alla casa editrice - Mogol, così tanto vituperato in
questi ultimi anni per l'uscita dei due cofanetti, ne esce alquanto
riabilitato, seppur parzialmente. :-)
Post by Alberta
Fin qui quel che accade di solito.
Il discorso si complica non poco (al fine di capire chi diavolo possa
dire la sua - e frapporre, quindi, eventuali veti - circa la
pubblicazione di opere, già edite ovvero inedite, di quel particolare
autore) quando, come sempre più spesso accade, l'autore si sia
altresì fondato una propria casa editrice da sè o comunque quando la
casa editrice sia gestita da una società nella quale l'autore ha una
partecipazione diretta, in quote od azioni.
Mi pare di capire che proprio questo sia stato il caso, per Battisti
(anzi mi sembra di aver capito, leggiucchiando qualche vostro thread
qua e là in questi giorni, che forse il motivo cardine
dell'allontanamento fra Battisti e Mogol riguardasse proprio
questioni relativi all'entità delle rispettive quote di
partecipazione sociale nella società fra loro costituita al riguardo
... o mi sbaglio?).
Non ti sbagli, e non credo ci possano essere dubbi, almeno su questo.
:-)
Post by Alberta
E' chiaro che, in casi simili, il titolare del diritto patrimoniale
d'autore è un'entità a più teste, e che quindi, almeno in astratto,
dovrebbe prevalere, nelle decisioni circa la pubblicazione o meno di
determinate opere, chi abbia la maggioranza sociale nella casa
editrice, ma sempre fatti salvi eventuali patti societari stipulati
in senso difforme (patti che in questo caso ben potrebbero esserci,
ed il cui contenuto noi comuni mortali ignoriamo tutti, od almeno io
di certo lo ignoro!!) ... ergo, a mio sommesso avviso, ignorando
questo particolare tipo di retroscena societario nei dettagli,
disquisire ancora su tale argomento è un pochino come parlare del
sesso degli angeli ...
:-))
Io cmq, fatte salve le solite premesse, partivo dal presupposto in base
al quale, costituire una società editoriale senza poter decidere sulla
propria produzione, mi sembrava e continua a sembrarmi un'evidente
paradosso.
Solo questo.

Nel pomeriggio replico agli altri msg. :-)

Ancora grazie!!

Ciao,
Vito
Alberta
2008-09-15 12:22:14 UTC
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Post by Vito Q.
Il 14/09/2008 - alle ore 10.04.55
Ciao a te e grazie mille, di cuore, per averci illuminato (come nel tuo
stile) in quell'intreccio legislativo sui diritti d'autore così ostico,
pur sapendo a priori che mai e poi mai saremmo giunti ad una
conclusione certa per i motivi che hai volte evidenziato. :-))
Diciamo che è stata un'illuminazione più da candela che da lampadina,
come intensità ...!;-))
Post by Vito Q.
Post by Alberta
I diritti morali e quelli patrimoniali, nell'ambito del diritto
d'autore, sono ... "due mondi" (cit.)!
Ottima citazione, assolutamente IT! :-))
Adoro quella canzone.
Post by Vito Q.
Benissimo, più chiara di così! :-)
Stando così le cose, continuando quindi a discutere in termini generici
- sempreché l'autore abbia ceduto i propri diritti patrimoniali di
sfruttamento ecc. alla casa editrice - Mogol, così tanto vituperato in
questi ultimi anni per l'uscita dei due cofanetti, ne esce alquanto
riabilitato, seppur parzialmente. :-)
Se così fosse sì, certamente, dato che, come co-autore, egli dovrebbe
aver ceduto il suo diritto patrimoniale di sfruttamento dei pezzi
"noti" alla casa editrice, nella quale - a sua volta - la posizione
partecipativa di Mogol è largamente minoritaria ... il tutto, però,
con la grande incognita di non sapere se, poi, la società editrice, in
persona del suo legale rappresentante (che non so chi sia/fosse),
abbia o meno buttato nel wc questa sua invidiabile posizione di
indipendenza legandosi alla casa discografica mediante qualche
contratto più o meno capestro, con il risultato di far rientrare ivi
dalla finestra ciò che ne era uscito dalla porta ...
Post by Vito Q.
Io cmq, fatte salve le solite premesse, partivo dal presupposto in base
al quale, costituire una società editoriale senza poter decidere sulla
propria produzione, mi sembrava e continua a sembrarmi un'evidente
paradosso.
Solo questo.
Leggendo quel che ho scritto proprio qui sopra, in effetti, vedrai che
anche a me ciò sembra un pazzesco paradosso ...
In altri termini: che senso ha costituire (cosa che solo pochi grossi
artisti, fra l'altro, possono permettersi) nientemeno che una società
editrice propria, per poi farle fare una consegna remissiva di se
stessa (vale a dire del portfolio delle opere create dall'autore/
editore "in proprio") legandosi di nuovo mani e piedi alla casa
discografica come un pischello qualunque che non ha i mezzi per farsi
la "sua" società editrice ...?!

Però, ripeto, chissà chi lo sa su cosa contrattualmente sia in
concreto accaduto, e perchè ...
Post by Vito Q.
Nel pomeriggio replico agli altri msg. :-)
Ancora grazie!!
Di nulla! :-)
Post by Vito Q.
Ciao,
Vito
Ciao!
Alberta
Alberta
2008-09-14 08:20:21 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Post by Vito Q.
La famiglia Battisti detiene la maggioranza assoluta delle quote
societarie (56%) della società editoriale (addirittura + 16% rispetto alle
quote societarie dell'80), ha quindi in scacco la stessa casa discografica
Se le cose stanno così, allora sì, la famiglia - in quanto socio di
maggioranza assoluta della società editoriale - dovrebbe
effettivamente poter tenere in scacco la Sony BMG ... il che significa
che gli "inediti" finora pubblicati nelle varie compilation-cofanetto
(che peraltro erano già stati tutti incisi anche da altri artisti,
giusto?) hanno avuto, per poter essere ivi pubblicate, il placet della
famiglia medesima ... idem per la pubblicazione degli stessi
cofanetti ...
Post by Vito Q.
Escludendo le società editoriali che con i diritti SIAE non c'entrano
nulla, Mogol non aveva da vincere alcuna battaglia con Battisti perché,
come detto, la ripartizione dei diritti su ogni canzone era già
paritaria.
Eh, no!!
Le società editoriali non c'entrano nulla con il diritto morale
d'autore (quello che consente all'autore di difendere sè e la sua
opera, in quanto da lui depositata alla SIAE per primo e dunque di sua
paternità, da plagiari e scopiazzatori vari) ... ma c'entrano
enormemente con il diritto patrimoniale d'autore (alias "diritti
SIAE", stavolta intesi nel senso di scroscianti cascate di bigliettoni
sotto forma di royalties legate alla pubblicazione e vendita al
pubblico delle opere medesime ...)!!
Post by Vito Q.
A parte il fatto che le antologie sono uscite anche con Lucio in vita,
per come appaiono le cose, anzi, le quote nella società editoriale, non
v'è alcun dubbio che la casa discografica è in netta minoranza per cui
trovo veramente singolare che la stessa casa discografica possa gestire
in via esclusiva la distribuzione dei dischi editi di Battisti...
Se la maggioranza nella società editoriale davvero ce l'hanno gli
eredi dell'autore, lo trovo del tutto singolare anch'io ... anzi lo
trovo contrario alla legge sul diritto d'autore, che è la legge n. 633
del 22.4.1941 e successive modifiche (qui consultabile nel suo testo
aggiornato al 31.12.2006) , quindi non credo che le cose possano stare
così (propendendo invece - come ho detto sopra - per il "placet" dato
dalla famiglia, sempre e solo nella sua veste di socio di maggioranza
della casa editrice, ai cofanetti e compilation varie finora
usciti) ... ma, ripeto, io di questa specifica vicenda so solo quel
che ho letto in questo thread ...

Della legge sul diritto d'autore consiglierei soprattutto la lettura
del Capo intitolato "Trasmissione dei diritti di
utilizzazione" (articoli 107 e seguenti), con particolare riferimento
agli articoli 118 e seguenti ("Contratto di edizione") ...
Post by Vito Q.
Ciao,
Vito
Ciao!
Alberta
Alberta
2008-09-14 08:30:15 UTC
Permalink
Post by Alberta
Se la maggioranza nella società editoriale davvero ce l'hanno gli
eredi dell'autore, lo trovo del tutto singolare anch'io ... anzi lo
trovo contrario alla legge sul diritto d'autore, che è la legge n. 633
del 22.4.1941 e successive modifiche (qui consultabile nel suo testo
aggiornato al 31.12.2006) , quindi non credo che le cose possano stare
così (propendendo invece - come ho detto sopra - per il "placet" dato
dalla famiglia, sempre e solo nella sua veste di socio di maggioranza
della casa editrice, ai cofanetti e compilation varie finora
usciti) ... ma, ripeto, io di questa specifica vicenda so solo quel
che ho letto in questo thread ...
Della legge sul diritto d'autore consiglierei soprattutto la lettura
del Capo intitolato "Trasmissione dei diritti di
utilizzazione" (articoli 107 e seguenti), con particolare riferimento
agli articoli 118 e seguenti ("Contratto di edizione") ...
Naturalmente mi ero dimenticata di postare il link alla legge sul
diritto d'autore. Eccolo:

http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l633_41.html

Ciao a tutti :-)
Alberta
Simone Dalle Crode
2008-09-14 08:42:30 UTC
Permalink
Post by Alberta
Se le cose stanno così, allora sì, la famiglia - in quanto socio
di maggioranza assoluta della società editoriale - dovrebbe
effettivamente poter tenere in scacco la Sony BMG ... il che significa
che gli "inediti" finora pubblicati nelle varie compilation-cofanetto
(che peraltro erano già stati tutti incisi anche da altri artisti,
giusto?) hanno avuto, per poter essere ivi pubblicate, il placet della
famiglia medesima ... idem per la pubblicazione degli stessi cofanetti ...
Il problema Alberta - come giustamente hai scritto - sta a monte.
Vai a sapere che contratti ha firmato Battisti colla casa discografica...
Il fatto che siano usciti inediti mi fa propendere per la liberatoria,
magari
carpita con astuzia, di Battisti stesso e la famiglia nulla può più fare in
merito. Non è un caso che dell'ultimo periodo non sia uscito nulla forse
perchè Lucio è riuscito a blindare i contratti
Vito Q.
2008-09-15 16:39:44 UTC
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Il 14/09/2008 - alle ore 10.20.21
Post by Alberta
Se le cose stanno così, allora sì, la famiglia - in quanto socio di
maggioranza assoluta della società editoriale - dovrebbe
effettivamente poter tenere in scacco la Sony BMG ... il che
significa che gli "inediti" finora pubblicati nelle varie
compilation-cofanetto (che peraltro erano già stati tutti incisi
anche da altri artisti, giusto?) hanno avuto, per poter essere ivi
pubblicate, il placet della famiglia medesima ... idem per la
pubblicazione degli stessi cofanetti ...
Infatti... e il condizionale è d'obbligo.
Post by Alberta
Post by Vito Q.
Escludendo le società editoriali che con i diritti SIAE non
c'entrano nulla, Mogol non aveva da vincere alcuna battaglia con
Battisti perché, come detto, la ripartizione dei diritti su ogni
canzone era già paritaria.
Eh, no!!
Le società editoriali non c'entrano nulla con il diritto morale
d'autore (quello che consente all'autore di difendere sè e la sua
opera, in quanto da lui depositata alla SIAE per primo e dunque di
sua paternità, da plagiari e scopiazzatori vari) ... ma c'entrano
enormemente con il diritto patrimoniale d'autore (alias "diritti
SIAE", stavolta intesi nel senso di scroscianti cascate di
bigliettoni sotto forma di royalties legate alla pubblicazione e
vendita al pubblico delle opere medesime ...)!!
Verissimo.
Ma oltre alle royalties che, come hai spiegato benissimo, rappresentano
il corrispettivo, in forma percentuale, riveniente dalla pubblicazione
e vendita di supporti audio/video (e in questo caso bisognerebbe anche
valutare come fossero distribuite le stesse royalties fra i due autori.
Io propenderei per la distribuzione equa, così come avveniva con gli
stessi diritti SIAE su ogni canzone, ma possiamo fare solo delle
ipotesi), io mi riferivo alla gestione della società editoriale, sotto
forma di partecipazione agli utili aziendali: è in questo senso che i
diritti SIAE non c'entrano nulla. :-)

Mi spiego meglio.
Mogol avrebbe voluto una quota paritaria anche all'interno della
società editrice (questo è il motivo del contendere), e ciò sta a
significare, evidentemente, che avrebbe voluto un riparto equo degli
utili aziendali. Le royalties (che, per la verità, per una casa
editrice sono dei costi), così come gli introiti rivenienti dalle
stesse vendite (ricavi), essendo solo delle componenti del bilancio
aziendale (composto anche da molte altre voci, fra costi e ricavi) ed
incidono solo in parte sul risultato economico d'esercizio.
Paradossalmente, pur in presenza di ricavi molto elevati, una cattiva
gestione di una società commerciale (qual è la società editoriale)
porta inevitabilmente ad un risultato d'esercizio negativo... per
questo mi ero spinto a scrivere che le società editoriali che con i
diritti SIAE non c'entrano nulla. :-)
Post by Alberta
Se la maggioranza nella società editoriale davvero ce l'hanno gli
eredi dell'autore, lo trovo del tutto singolare anch'io ... anzi lo
trovo contrario alla legge sul diritto d'autore, che è la legge n.
633 del 22.4.1941 e successive modifiche (qui consultabile nel suo
testo aggiornato al 31.12.2006) , quindi non credo che le cose
possano stare così (propendendo invece - come ho detto sopra - per il
"placet" dato dalla famiglia, sempre e solo nella sua veste di socio
di maggioranza della casa editrice, ai cofanetti e compilation varie
finora usciti) ... ma, ripeto, io di questa specifica vicenda so solo
quel che ho letto in questo thread ...
Ovviamente concordo.
Post by Alberta
Della legge sul diritto d'autore consiglierei soprattutto la lettura
del Capo intitolato "Trasmissione dei diritti di
utilizzazione" (articoli 107 e seguenti), con particolare riferimento
agli articoli 118 e seguenti ("Contratto di edizione") ...
Letto. Ti ringrazio molto! :-))

Ciao,
Vito
Alberta
2008-09-15 19:44:07 UTC
Permalink
Post by Vito Q.
Ma oltre alle royalties che, come hai spiegato benissimo, rappresentano
il corrispettivo, in forma percentuale, riveniente dalla pubblicazione
e vendita di supporti audio/video (e in questo caso bisognerebbe anche
valutare come fossero distribuite le stesse royalties fra i due autori.
Io propenderei per la distribuzione equa, così come avveniva con gli
stessi diritti SIAE su ogni canzone, ma possiamo fare solo delle
ipotesi),
Per sapere quale fosse la ripartizione delle royalties fra i due
autori l'unico modo sarebbe leggere i contratti di edizione da loro
stipulati...
Post by Vito Q.
io mi riferivo alla gestione della società editoriale, sotto
forma di partecipazione agli utili aziendali: è in questo senso che i
diritti SIAE non c'entrano nulla. :-)
Mi spiego meglio.
Mogol avrebbe voluto una quota paritaria anche all'interno della
società editrice (questo è il motivo del contendere), e ciò sta a
significare, evidentemente, che avrebbe voluto un riparto equo degli
utili aziendali.  Le royalties (che, per la verità, per una casa
editrice sono dei costi), così come gli introiti rivenienti dalle
stesse vendite (ricavi), essendo solo delle componenti del bilancio
aziendale (composto anche da molte altre voci, fra costi e ricavi) ed
incidono solo in parte sul risultato economico d'esercizio.
Paradossalmente, pur in presenza di ricavi molto elevati, una cattiva
gestione di una società commerciale (qual è la società editoriale)
porta inevitabilmente ad un risultato d'esercizio negativo... per
questo mi ero spinto a scrivere che le società editoriali che con i
diritti SIAE non c'entrano nulla. :-)
Ah, ho capito solo adesso il tuo punto di vista ... tu pensavi agli
utili percepibili dai soci, mentre io continuavo a guardare la società
di edizione solo come soggetto titolare del diritto patrimoniale
d'autore, alias diritto allo sfruttamento commerciale dell'opera una
volta edita ... ed ovviamente hai ragionissima sul fatto che, per
essa, le royalties pagate agli autori sono costi, mentre la
percentuale sulle vendite trattenuta direttamente dalla società
editrice per sè è un ricavo.

Ciao!:-)
Alberta
Vito Q.
2008-09-17 23:30:23 UTC
Permalink
Post by Alberta
... ed ovviamente hai ragionissima sul
fatto che, per essa, le royalties pagate agli autori sono costi,
mentre la percentuale sulle vendite trattenuta direttamente dalla
società editrice per sè è un ricavo.
Giustissimo.
Un ricavo non un utile. :-))

Ciao,
Vito
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